Marinella Correggia, Il Manifesto, 08/11/1996, 8 novembre 1996
Negli anni ’80. con i programmi di aggiustamento strutturale, la svalutazione del franco Cfa (la moneta diffusa nell’Africa dell’Ovest, legato al franco francese), il crescere della povertà, i prezzi liberalizzati e balzati in alto sono stati altrettante sfide per le donne africane al mercato
Negli anni ’80. con i programmi di aggiustamento strutturale, la svalutazione del franco Cfa (la moneta diffusa nell’Africa dell’Ovest, legato al franco francese), il crescere della povertà, i prezzi liberalizzati e balzati in alto sono stati altrettante sfide per le donne africane al mercato. Ma le consumatrici/tori poveri si sono attrezzati. Il bollettino senegalese ”Consommation et Developpement” illustra diversi meccanismi creatori di povertà che possono essere superati con alcuni interventi i quali, attraverso la rete dell’Organizzazione internazionale dei consumatori (creata nel 1960, raggruppa 200 associazioni in tutto il mondo), possono essere divulgati e imitati. Questi meccanismi potrebbero essere considerati azioni di autosviluppo, addirittura valide a casa nostra. Per esempio. Le donne di una periferia povera tornano dal mercato con le borse vuote perché i commercianti hanno raddoppiato i prezzi, oppure negano certe merci. Soluzione: creano una cooperativa-centrale d’acquisto all’ingrosso. Acquistano così forza, strappano prezzi migliori e mettono fine anche alle penurie artificiali speculative. In più, creano qualche posto di lavoro femminile.