P.Gar., La Repubblica, 03/05/1997, 3 maggio 1997
La vittoria di Blair almeno la consolerà. Ci sono molte attese su un indirizzo meno anti-europeista del governo laburista britannico
La vittoria di Blair almeno la consolerà. Ci sono molte attese su un indirizzo meno anti-europeista del governo laburista britannico. Lei le condivide? «Io sono prudente per natura e per esperienza. Non mi pronuncio. Però sono contento per altre ragioni. Perché Blair ha preso posizioni, in campagna elettorale, che sono vicine alle mie. La sua concezione del rapporto uomo-società è la stessa che porto avanti da tanti anni. Blair ha messo correttamente l’accento sulla responsabilità individuale, ma anche sul senso di solidarietà che deve pervadere la società. Ha saputo impegnarsi sui punti deboli della società britannica, sul problema della povertà, delle ineguaglianze sociali, dell’istruzione. E un programma che condivido completamente. Certo, in campagna elettorale sull’Europa è stato prudente. Ma che cosa doveva fare, stretto come era tra l’allergia degli uni e le inquietudini degli altri? Ma non dimentichiamo che i laburisti inglesi nel Parlamento europeo hanno avuto finora posizioni incoraggianti. Insomma, almeno l’ottimismo della volontà, come diceva un vostro compatriota, è doveroso quando si parla di Blair e dell’Europa» (Jacques Delors a Paolo Garimberti).