Francesco Specchia, il Giornale, 26/02/1997, 26 febbraio 1997
La pornografia di basso cabotaggio deve avere una sua funzione terapeutica. Altrimenti non si spiega perché il signor Remigio P
La pornografia di basso cabotaggio deve avere una sua funzione terapeutica. Altrimenti non si spiega perché il signor Remigio P., piacente quarantacinquenne veronese, abbia sempre avuto come aspirazione il cinema hard core. «Non tanto nel senso della fruizione, badi bene, quanto della compartecipazione diretta. Me la giustifico come un’insaziabile voglia di trasgressione». Insomma il signor P. farebbe carte false per recitare in un film porno. E, data la sua borghesissima ascendenza, non per soldi ma per amore. «Le ho provate tutte. Prima cercando contatti a New York in un Peep Show con un amico. Però sbagliai e mi infilai in un locale di travestiti come quella famosa scena di Scuola di polizia - dice il signor P. - Poi incontrando a Torino il famoso attore porno Robert Malone che era stato al ”Costanzo Show”. Trovai il suo telefono perché mi ricordavo il suo vero nome: Roberto Pipino».