Francesco Specchia, il Giornale, 26/02/1997, 26 febbraio 1997
Che requisiti occorrevano? «Test Hiv negativo, una foto piccola e una mezzo busto. Nessuna foto delle parti intime perché mi spiegarono che ”tecnicamente la dimensione conta poco, semmai la resistenza”, e poi un colloquio»
Che requisiti occorrevano? «Test Hiv negativo, una foto piccola e una mezzo busto. Nessuna foto delle parti intime perché mi spiegarono che ”tecnicamente la dimensione conta poco, semmai la resistenza”, e poi un colloquio». Un colloquio per le casalinghe perverse? «Non c’è niente da scherzare, furono molto professionali. Il film che si doveva girare stavolta era con le dive del momento Deborah Wells e Angelica Bella. Il set era in una villa stile Hollywood, il budget di cento milioni (che non è poco per un porno) e la regia patinata con uso ricercatissimo dell’inquadratura...» . Addirittura. «Comunque andai sul set, per rendermi conto. Appena mi presentarono, un’attrice mi aggredì dicendo che se avessi fatto qualche scena con lei mi avrebbe fatto morire. Poi mi illustrarono la mia parte». E cioè? «Dovevo partecipare a un gang-bang, tecnicamente un’orgia con tanti uomini e una sola donna...». Conclusione? «Mah avrei dovuto farlo sotto i riflettori, tecnicamente davanti a tutta la troupe... e poi per solo 100mila al giorno, contro le 700-800 del mercato. Ho lasciato perdere: gli affari sono affari».