Emanuela Audisio, La Repubblica, 02/04/1997, 2 aprile 1997
Si arrangiano tutti in questa Ungheria, si svestono tutti, si affittano tutti, anche i militari. Niente vergogne
Si arrangiano tutti in questa Ungheria, si svestono tutti, si affittano tutti, anche i militari. Niente vergogne. Sotto il comunismo questa industria del sesso non era prevista, per questo adesso non c’è legge che proibisca o che regoli il pudore. Erika ti dice: «La vergogna è fare la commessa per trecentomila lire al mese, non fottere davanti alla telecamera per 600 dollari a scena». Zoli, ti chiede: «Oggi di scene hard ne giro quattro, dispiace se con la mano mi tengo un po’ su durante l’intervista? Lo schifo non è ansimare in video, ma questo consumismo senza soldi che ci è arrivato al posto del comunismo».