Emanuela Audisio, La Repubblica, 02/04/1997, 2 aprile 1997
Riccardo Schicchi, che è il Gianni Agnelli della pornografia italiana, ha cominciato proprio con un’agenzia a Budapest
Riccardo Schicchi, che è il Gianni Agnelli della pornografia italiana, ha cominciato proprio con un’agenzia a Budapest. «L’Ungheria è una pacchia. Si può girare dappertutto e nessuno ti dice niente. Non come a Los Angeles dove sono stato arrestato perché i miei attori lo facevano all’aperto su una Cadillac, non come a Bruxelles dove sono stato espulso perché Ilona Staller lo faceva con un’oca, non come in Bulgaria dove sono stato multato perché giravamo in strada, non come a Santo Domingo dove la polizia per proteggere il set ti chiede continuamente i soldi, non come in Italia dove a piazza dei Miracoli mi hanno inseguito e denunciato. L’Ungheria oggi è la Parigi di ieri, paghi, la burocrazia è rapida e ti lascia fare. Io ho girato materiale hard nelle chiese e perfino sotto la statua di Lenin quando era ancora riverito. Nessuno si sente insultato dal porno, tutti rispettano chi porta i soldi a casa». Sarà. Ma Anita Rinaldi dice che nessuna di queste ragazze racconta la verità a casa o al ragazzo. E le spiate arrivano nella cassetta delle lettere, con una didascalia: guardate queste belle foto di vostra figlia, vi ha detto che fa la modella vero?