Emanuela Audisio, La Repubblica, 02/04/1997, 2 aprile 1997
A Budapest quasi tutta la produzione porno passa per le mani di Gianfranco Romagnoli, italiano delle Marche, che è fidanzato con la Rinaldi e che con lei gestisce l’agenzia ”Touch me”, che non è un bordello, ma un serissimo ufficio nel centro con alla parete un olio con la Crocefissione
A Budapest quasi tutta la produzione porno passa per le mani di Gianfranco Romagnoli, italiano delle Marche, che è fidanzato con la Rinaldi e che con lei gestisce l’agenzia ”Touch me”, che non è un bordello, ma un serissimo ufficio nel centro con alla parete un olio con la Crocefissione. «Non è vero che in Ungheria si possono filmare scene hard ovunque, se lo fai in pubblico e senza discrezione ti picchiano anche. vero però che manca una legislazione specifica, che qui trovi telecamere moderne a prezzi convenienti, elettricisti e tecnici a salari decenti, set a poco, e che oggi Budapest come Grand Tour del porno è meglio di Parigi». Alle nove di sera nella villa del mafioso imprigionato si sta ancora girando: va ripetuta l’ammucchiata. Forza, è l’ultimo ciak. Naturalmente gli attori girano tutti nudi, naturalmente Zoli non chiede più scusa se si masturba, naturalmente nella pausa tutti erano davanti alla tv a vedere la telenovela brasiliana e a mangiare hamburgers McDonald.