Claudio Lazzaro, Corriere della Sera, 10/04/1997, 10 aprile 1997
Alle 21.30, accolto da un brusio compiaciuto, è stato presentato un altro spezzone, questa volta di Voyeur, un film di Mario Salieri, autore di culto
Alle 21.30, accolto da un brusio compiaciuto, è stato presentato un altro spezzone, questa volta di Voyeur, un film di Mario Salieri, autore di culto. Dopo la sequenza dei titoli, in cui le attrici, a cominciare da Luana Borgia, fanno roteare la lingua, si presenta agli spettatori un quadretto familiare di tipo neorealista, in bianco e nero. Sullo schermo appare una citazione di Marx, che fa riferimento agli influssi dell’ambiente nella formazione dell’individuo. I personaggi vengono introdotti da una voce fuori campo. Sembra di stare in un film di Rossellini. Ma improvvisamente il sesso prorompe sullo schermo, nelle sue forme più esplicite. «Ecco, se vogliamo interrompere», dice Sergio G. Germani, uno dei relatori al convegno. Disappunto e risatine in sala. Poi iniziano le esposizioni dotte di Bruno Di Marino e altri, che, esibendo il linguaggio più astruso e settoriale possibile, tirano in ballo Visconti, la commistione dei generi e altre finezze.