Luca De Biase, Panorama n.19; Vittorio Zucconi, La Stampa, 10/02/1996; Franco Pantarelli, La Stampa, 17-19/02/1996; Ennio Caretto, Corriere della Sera, 05/05/1997;, 10 febbraio 1996
Kasparov fa pubblicità al computer. Kasparov: «Quando attacco il re dell’avversario, so che la sua adrenalina comincia a correre, il cuore batte più forte, e può commettere un errore»
Kasparov fa pubblicità al computer. Kasparov: «Quando attacco il re dell’avversario, so che la sua adrenalina comincia a correre, il cuore batte più forte, e può commettere un errore». «Sono stanco. Se stessi giocando un normale incontro, a questo punto il mio avversario sarebbe esausto anche lui. Questo qui invece continua a giocare con la stessa forza dell’inizio». «Un pezzo lasciato per un paio di mosse incustodito, una momentanea accettazione della minaccia al proprio re, con un giocatore normale non sono nulla ma con il computer diventano errori micidiali perché lui può calcolare milioni di mosse in un minuto».