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 1996  febbraio 10 Sabato calendario

«’L’orologio, l’orologio” ha esclamato a un certo punto Maurice Ashley, il Gran Maestro che stava curando la telecronaca, e per la sua audience quel grido è stato il segnale che tutti si aspettavano

«’L’orologio, l’orologio” ha esclamato a un certo punto Maurice Ashley, il Gran Maestro che stava curando la telecronaca, e per la sua audience quel grido è stato il segnale che tutti si aspettavano. Se Garry Kasparov, il campione del mondo di scacchi, aveva ripreso il suo orologio dal tavolo e se lo era di nuovo sistemato al polso, voleva dire che ormai si sentiva sicuro di vincere. Quel gesto - tutti gli appassionati lo sanno - è sempre il preannuncio della sua imminente vittoria, e infatti di solito getta nella costernazione i suoi avversari. In questo caso Deep Blue, il computer contro cui stava giocando, è rimasto indifferente perché i computer non hanno emozioni. Ma il risultato è stato lo stesso. Altre tre mosse e i programmatori di Deep Blue hanno dato ordine alla propria creatura di abbandonare [...] Kasparov si offriva all’applauso del pubblico con le braccia alzate, come fanno i pugili sul ring».