Vittorio Zucconi, La Repubblica, 08/05/1997, 8 maggio 1997
Il computer è un cretino. «Peccato che sia un inganno questa sfida fra superman e supercomputer. Peccato che questo Deep Blue II non sia affatto un Lucifero al silicone deciso a ribellarsi contro il suo creatore uomo, ma sia ancora, e soltanto, un formidabile cretino che sa fare i conti molto in fretta
Il computer è un cretino. «Peccato che sia un inganno questa sfida fra superman e supercomputer. Peccato che questo Deep Blue II non sia affatto un Lucifero al silicone deciso a ribellarsi contro il suo creatore uomo, ma sia ancora, e soltanto, un formidabile cretino che sa fare i conti molto in fretta. Deep Blue non capisce, non ha opinioni, soprattutto non impara dai suoi errori. Esso si limita a calcolare milioni di probabilità basate sulle istruzioni che cinque programmatori umani, grandi maestri di scacchi pagati dall’Ibm, gli hanno dato e che essi modificano dopo ogni partita con Kasparov. Senza i suoi programmatori sarebbe nient’altro che un costosissimo tostapane [...] Ricordate il Mago di Oz? La scoperta finale che dietro il macchinario immenso e terribile c’è un omino bislacco e timido che ne manovra le leve? Profondo Blu è esattamente questo, come lo sono tutti i calcolatori elettronici del mondo, siano essi umili come il ferrovecchio che nostra figlia usa per giocare, o presuntuosi come la scatola blu che macina 200 milioni di possibili mosse al secondo». (Vittorio Zucconi).