Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1996  dicembre 16 Lunedì calendario

Il computer non è un cretino. «Si chiama Magnus ed è un computer davvero senza uguali: sa di essere vivo, apprende dalla realtà circostante, sembra persino possedere un barlume di libero arbitrio

Il computer non è un cretino. «Si chiama Magnus ed è un computer davvero senza uguali: sa di essere vivo, apprende dalla realtà circostante, sembra persino possedere un barlume di libero arbitrio. Il primo computer cosciente è stato messo a punto a Londra da ricercatori del prestigioso Imperial College con a capo il prof. Igor Aleksander e rappresenta una tappa potenzialmente cruciale nella lunga marcia verso un mondo affollato di macchine intelligenti e umanoidi artificiali. [...] Frutto di sei anni di studi costati circa un miliardo e duecento milioni di lire, la creatura informatica del prof. Aleksander è programmata usando l’avveniristica tecnologia delle reti neurali: invece di reagire meccanicisticamente ai comandi sulla base del software immesso, opera come se fosse costituita da cellule del sistema nervoso umano e viene pertanto addestrata a svolgere certe funzioni. La capacità di apprendimento consente a Magnus di associare oggetti e nomi nelle simulazioni virtuali e il ”Sunday Telegraph” si è spinto a parlare di computer che sa di essere vivo in quanto la macchina capisce i risultati delle sue azioni. Questa consapevolezza comporta anche un briciolo di libero arbitrio perché Magnus è in grado di valutare una gamma di possibili azioni e optare per quella che considera la migliore. [...] Il prof. Aleksander ha dato alla macchina lo stimolo della fame e ne ha così scoperto l’istinto all’egoismo: Magnus sceglie sistematicamente per sè il piatto migliore».