Alessio Altichieri, Corriere della Sera, 07/05/1997; La Repubblica, 07/05/1997; Alessandro Merli, Il Sole 24 ore, 07/05/1997, 7 maggio 1997
D’ora in poi il tasso di sconto inglese sarà fissato dalla Banca d’Inghilterra. Questo potere era, fino alla scorsa settimana, del cancelliere dello scacchiere, che lo ha esercitato, per l’ultima volta, l’altro week-end portando il tasso di sconto dal 6 al 6,25 per cento
D’ora in poi il tasso di sconto inglese sarà fissato dalla Banca d’Inghilterra. Questo potere era, fino alla scorsa settimana, del cancelliere dello scacchiere, che lo ha esercitato, per l’ultima volta, l’altro week-end portando il tasso di sconto dal 6 al 6,25 per cento. Gordon Brown, il cancelliere, ha definito questa «la riforma più importante degli ultimi 300 anni». Resta invece al governo il compito di indicare il tasso d’inflazione. In Italia, in Germania, in Francia, da molti anni il tasso di sconto è fissato dalla Banca centrale e non dal governo. Secondo il Fondo Monetario «una banca centrale con un mandato per la stabilità dei prezzi può essere meglio isolata dalla pressione politica per ottenere tassi d’interesse più bassi o il finanziamento monetario del deficit di bilancio. Con una banca centrale indipendente ogni interferenza politica nella politica monetaria dovrebbe essere più scoperta». L’indipendenza della Banca centrale può essere di due tipi: indipendenza negli obiettivi e indipendenza negli strumenti. In una società democratica, sostiene il Fondo monetario, può essere appropriato che gli obiettivi vengano fissati dal Governo, ma per ottenere la stabilità dei prezzi, suo obiettivo primario, la Banca centrale deve avere indipendenza negli strumenti. L’indipendenza della Banca viene poi misurata in base alle procedure usate per nominare i vertici della Banca, ai rapporti con il governo, allo statuto, alle modalità di finanziamento monetario dei deficit pubblici ecc. Più alto è l’indice minore è l’inflazione. Gli economisti discutono se il migliormento dell’inflazione associato all’indipendenza della Banca Centrale si paghi con una crescita minore dell’economia.