Michele Serra, La Repubblica, 08/05/1997, 8 maggio 1997
Nome e indirizzo sono una merce. Beppe Grillo, in un suo recente spettacolo, ha esibito le pezze d’appoggio: esiste un prezziario (esilarante) degli elenchi professionali secondo il quale un ragioniere vale, mettiamo, cento lire, un medico centodieci e un architetto centoventi
Nome e indirizzo sono una merce. Beppe Grillo, in un suo recente spettacolo, ha esibito le pezze d’appoggio: esiste un prezziario (esilarante) degli elenchi professionali secondo il quale un ragioniere vale, mettiamo, cento lire, un medico centodieci e un architetto centoventi. Le tariffe, è ovvio, vengono stabilite a seconda del reddito presunto e del tenore di vita degli stock di persone fatte oggetto di questa vera e propria tratta. Migliaia di cittadini vengono quotidianamente venduti, ignari di tutto, a strutture commerciali (prime fra tutte quelle che lavorano per corrispondenza) che poi li imbarcano, come inconsapevoli Kunta Kinte, in ”files” transoceanici dai quali, una volta saliti, non si sa quando e se si potrà scendere.