Lorenzo Soria, La Stampa, 03/05/1997, 3 maggio 1997
La lettera specifica anche che gli articoli in questione, o un loro riassunto, vanno sottoposti con un anticipo sufficiente per permettere alla società di «rivederli e di riprogrammare se così desiderato»
La lettera specifica anche che gli articoli in questione, o un loro riassunto, vanno sottoposti con un anticipo sufficiente per permettere alla società di «rivederli e di riprogrammare se così desiderato». E chi li rivede? Una commissione composta da alcuni executives della PentaCom e da un emissario della Chrysler che si riunisce per l’occasione tutti i giovedì mattina. La lettera in realtà non è poi così ”straordinaria”, nel senso che la Chrysler non è il solo inserzionista a imporre queste condizioni. Attraverso la J. Walter Thompson, la sua agenzia, la Ford ha inviato ai giornali su cui fa pubblicità un ”protocollo” molto simile. La Colgate-Palmolive e la Ameritech e la BellSouth, due giganti della telefonia, hanno chiesto di visionare in anticipo gli articoli ”offensivi” o ”anti-sociali”, mentre i grandi del tabacco hanno messo in chiaro che non vogliono comparire in quei numeri di giornali nei quali si parla dei danni del fumo e di altri tipi di assuefazione.