R.R., La Stampa, 10/05/1997; Giorgio Santili e Giorgio Pogliotti, Il Sole 24 ore, 08/05/1997, 10 maggio 1997
In base al contratto chiuso la scorsa settimana, i 125 mila ferrovieri riceveranno a giugno un’una tantum da un milione e duecentomila lire (di media) e un aumento medio mensile di 170mila lire suddiviso in due tranches: 100mila lire dal prossimo primo luglio e il resto dal primo maggio ’98
In base al contratto chiuso la scorsa settimana, i 125 mila ferrovieri riceveranno a giugno un’una tantum da un milione e duecentomila lire (di media) e un aumento medio mensile di 170mila lire suddiviso in due tranches: 100mila lire dal prossimo primo luglio e il resto dal primo maggio ’98. Il costo netto a regime per le Ferrovie dello Stato: tra i 250 e i 300 miliardi all’anno. Secondo l’amministratore delegato Giancarlo Cimoli l’accordo non è oneroso, e l’aumento del costo del lavoro è contenuto all’1 per cento quest’anno e all’1,3-1,4 l’anno prossimo. Ci sarà, anzi, a suo dire, «un recupero dei costi sostanziale e importante» grazie ai nuovi meccanismi di flessibilità (tra cui una ”banca del tempo”, cioé uno strumento di compensazione individuale dei tempi di lavoro eccedenti il tetto massimo che dovrebbe anche favorire nel ’98 un risparmio sugli straordinari di 120 miliardi). Chi lo vorrà potrà lavorare part-time. Le Ferrovie perderanno nel ’97 4.856 miliardi e nel ’99 spenderanno ancora in stipendi, straordinari, eccetera 8.500 miliardi, duemila in più di quelli compatibili con il risanamento dei conti. Anche con il nuovo contratto resta il problema di questo taglio di duemila miliardi e di un surplus negli organici di 15-20 mila dipendenti. Il ministero delle Finanze Visco ha deciso di sospendere per un anno il versamento dell’ imposta patrimoniale di 3160 miliardi.