Antonio Ravid, La Stampa, 08/05/1997, 8 maggio 1997
La guardia di Finanza ha confiscato un patrimonio di 1105 miliardi (ripetiamo: mille e centocinque miliardi) al costruttore edile palermitano Vincenzo Piazza, 66 anni, da tre anni in carcere per associazione mafiosa, finito nel mirino del fisco nell’89, quando dichiarò un reddito imponibile di un milione 857 mila lire (ripetiamo: un milione 857 mila lire)
La guardia di Finanza ha confiscato un patrimonio di 1105 miliardi (ripetiamo: mille e centocinque miliardi) al costruttore edile palermitano Vincenzo Piazza, 66 anni, da tre anni in carcere per associazione mafiosa, finito nel mirino del fisco nell’89, quando dichiarò un reddito imponibile di un milione 857 mila lire (ripetiamo: un milione 857 mila lire). Tra i beni confiscati: 64 palazzi con 2450 locali per uffici del valore di 430 miliardi, 122 magazzini per 144 miliardi, oltre undici milioni di metri quadrati di terreni agricoli per 126 miliardi, 53.917 metri quadrati di aree fabbricabili per 40 miliardi, 131 appartamenti per 50 miliardi, 10 ville per 13 miliardi, quattro aziende agricole per 5 miliardi e 600 milioni, 215mila azioni della Banca del Popolo di Trapani per 9 miliardi e 370 milioni. Il tribunale per le misure di prevenzione gli ha restituito solo due auto (sulle diciotto possedute) e una moto Bmw, che erano intestate ai figli.