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 1997  maggio 17 Sabato calendario

Lionel Jospin è il socialista leader dell’opposizione. Sessant’anni, figlio di un insegnante di lettere (socialista) e di un’ostetrica, professore di Economia all’Università, pupillo di Mitterrand, lo sostituisce nell’81 alla guida del partito socialista

Lionel Jospin è il socialista leader dell’opposizione. Sessant’anni, figlio di un insegnante di lettere (socialista) e di un’ostetrica, professore di Economia all’Università, pupillo di Mitterrand, lo sostituisce nell’81 alla guida del partito socialista. Nel 1995 affronta Chirac alle presidenziali e perde con il 48% dei voti. Domenica prossima corre contro l’attuale premier Alain Juppé per strappargli la maggioranza all’Assemblea nazionale. Immagine: carica morale del protestante, indenne dagli scandali che hanno coinvolto tanti protagonisti del mitterrandismo, toni dimessi, modi sobri: «I cronisti nella campagna elettorale delle scorse presidenziali lo avevano scoperto alla ricerca di qualche abito decente, che evidentemente mancava dal suo guardaroba, per presentarsi al ballottaggio contro Chirac. Si è ripetuto anche questa volta, quando si è visto che arrivava ai comizi in taxi perché, essendogli stata rubata la macchina, aspettava i soldi dell’assicurazione per comperarne una nuova». (Gabriele Invernizzi). Punti salienti del suo programma economico, appoggiato dai comunisti e dai Verdi: rilancio della domanda, con 700.000 posti di lavoro per i giovani (metà nel settore pubblico, metà nel privato), riduzione progressiva dell’orario di lavoro da 39 a 35 ore senza diminuzione dei salari, calo dell’Iva sui prodotti di prima necessità; aumento della tassa sul capitale. «Noi vogliamo, a livello europeo, un governo economico dotato di un veto di fronte alla Banca centrale. Trovo deplorevole che la politica di austerità dell’attuale governo sia stata spesso giustificata con la necessità contabile di rispettare i criteri di Maastricht. questo che ha contribuito ad alimentare nella popolazione un sentimento antieuropeo. Essere moderni non significa pensare all’economia unicamente in termini di moneta o di fiscalità». Altre condizioni poste da Jospin per la partecipazione della Francia all’Euro: 1) la valutazione ”in tendenza” dei criteri di Maastricht. 2) L’inclusione, subito, di Italia, Spagna ed eventualmente Gran Bretagna (se ne facesse richiesta).