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 1997  maggio 15 Giovedì calendario

Ma la strategia governativa potrebbe davvero essere un’arma a doppio taglio, che espone l’Italia a rischi inutili

Ma la strategia governativa potrebbe davvero essere un’arma a doppio taglio, che espone l’Italia a rischi inutili. Alla base di questa strategia sembra esservi la convinzione che il metro di giudizio con cui saremo valutati a maggio 1998 sarà uno solo: se il disavanzo 1997 e 1998 sarà sotto il 3% del Pil. E il secondo criterio, che il debito pubblico non deve superare il 60% del Pil? Siccome esso è violato da molti altri Paesi, vi è la presunzione che sarà ignorato. Ma i ripetuti avvertimenti di Bruxelles suggeriscono che questa presunzione potrebbe rivelarsi errata. Nello specificare i criteri sulla finanza pubblica, l’articolo 104C del Trattato di Maastricht afferma che il rapporto debito-Pil non deve superare il 60%, a meno che esso «non si stia riducendo in misura sufficiente e non si avvicini al valore di riferimento con ritmo adeguato». Non è facile credere che l’Italia soddisferà questo criterio. Il debito italiano è sì in diminuzione dal 1995. Ma tra il 1994 e fine 1997, la riduzione del rapporto debito-Pil sarà di appena l’1,5-2 per cento.  vero che tra i Paesi che aderiranno alla moneta unica fin dal 1999 probabilmente vi sarà anche il Belgio, che ha un debito superiore a quello dell’Italia. Ma tra il 1993 e fine 1997 il rapporto debito-Pil belga sarà sceso di circa il 10 per cento. Non sono solo cavilli legali. Con un alto debito pubblico si è obiettivamente più vulnerabili a shock di bilancio o ad aumenti dei tassi di interesse. Inoltre, la lunga transizione tra il momento in cui saranno scelti i Paesi (maggio 1998) e la fissazione irrevocabile dei cambi (gennaio 1999) è più delicata se tra i Paesi ve ne è uno fragile come l’Italia.