Carlo Pelanda, Ettore Gotti Tedeschi, Il Giornale, 14/05/1997, 14 maggio 1997
Ma che mezzi ci sono per farlo? Il ricavato da una privatizzazione estesa delle aziende pubbliche (Stet, Enel, Autostrade, Eni ecc
Ma che mezzi ci sono per farlo? Il ricavato da una privatizzazione estesa delle aziende pubbliche (Stet, Enel, Autostrade, Eni ecc.) potrebbe cancellare in un tempo relativamente breve circa 100mila miliardi di debito. Ma, di per sé, una tale azione - qualora superasse gli ostacoli politici e risultasse attrattiva per il mercato dei capitali - risolverebbe ben poco in quanto ridurrebbe una percentuale irrisoria del debito complessivo. Sarebbe in realtà utilissima sul piano della credibilità del Paese e dell’efficienza delle aziende privatizzate. Ma bisognerebbe dire come, poi, si va avanti verso la soluzione sostanziale. Quindi, presa singolarmente, questa misura è certamente necessaria, ma non risolutiva. Un congelamento-consolidamento del debito a 10-20 anni lo lascerebbe comunque pressoché inalterato oltre a generare una tensione ingestibile sui mercati (dissesto di famiglie, investitori, banche e crisi totale di fiducia). Non si può fare. Un’altra via, teorica, sarebbe quella di alzare le tasse e con esse ripagare il debito o una buona parte di esso. Ma ciò distruggerebbe totalmente l’economia italiana in poco tempo.