Carlo Pelanda, Ettore Gotti Tedeschi, Il Giornale, 14/05/1997, 14 maggio 1997
Proviamoci. I punti fermi sono due. La vendita diretta del patrimonio non si può praticare se non in forme minime
Proviamoci. I punti fermi sono due. La vendita diretta del patrimonio non si può praticare se non in forme minime. Il ricavato dalla gestione di questo così come è risulta irrisorio. Ma perché lo è? Perché è amministrato con criteri inefficienti. Abbiamo esempi di gestione remunerativa di grandi patrimoni immobiliari in qualche modo comparabili con quello pubblico? Certo. Le società di assicurazioni hanno un patrimonio di 34 milioni di metri quadrati (esclusi i terreni). Nel 1990, circa, questo dava loro una remunerazione netta pari al 3,6%. Oggi rende il 6,5%. Ciò dimostra che da una buona gestione del patrimonio è possibile avere sia un profitto competitivo sia un incremento di valore nel tempo del patrimonio stesso. E, prendendo questa analogia come punto di partenza, si può ipotizzare - nel limite di una proposta che al momento non può essere altro che accademica - una soluzione innovativa di ”securitization” (traducibile con un bruttissimo, e ce ne scusiamo ”garantizzazione”) del debito. Tale tecnica è nota e usata nel sistema della finanza privata, ma non è mai stata applicata nella finanza pubblica.