Roberto Gervaso, Il Messaggero, 17/05/1997, 17 maggio 1997
In che anno vinse il primo Giro d’Italia? «Nel ’36». E il primo Tour? «Nel ’38. Ma avrei vinto anche quello del ’37, se non fossi caduto in un fiume
In che anno vinse il primo Giro d’Italia? «Nel ’36». E il primo Tour? «Nel ’38. Ma avrei vinto anche quello del ’37, se non fossi caduto in un fiume. Ero già maglia gialla, in fuga verso Briançon». Chi la ripescò? «Un compagno di squadra: Camusso». Riprese la corsa? «Non solo, salvai anche la maglia. L’indomani ripartii con la bronchite e la febbre a trentanove. Ma a Tolone il rappresentante della Federazione mi disse: ”Adesso vai a casa”». E lei? «’Perché?”. Anche a Marsiglia, comunque, fui primo al traguardo, ma, alla fine, dovetti arrendermi». Cos’era successo? «Che la mia vittoria a quel Tour non sarebbe stata gradita al regime. Non ero fascista». L’anno successivo però se l’aggiudicò alla grande. «A Roma evidentemente ci avevano ripensato: meglio vincere con me che farsi battere da uno straniero. Per giunta francese» (Gino Bartali a Roberto Gervaso).