Enrico Franceschini, La Repubblica, 15/05/1997, 15 maggio 1997
Il 27 maggio all’Eliseo verrà firmata l’intesa che permetterà all’alleanza atlantica di espandersi nell’Europa Orientale, accogliendo in una prima fase Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca
Il 27 maggio all’Eliseo verrà firmata l’intesa che permetterà all’alleanza atlantica di espandersi nell’Europa Orientale, accogliendo in una prima fase Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Il patto lascia non poche questioni irrisolte: che cosa accadrà ai paesi delle ex repubbliche sovietiche del Baltico, che non verranno ammesse nell’allenza nella prima fase? Chi pagherà i circa 65 mila miliardi di lire necessari ad adeguare la Nato alle sue nuove dimensioni? Come reagiranno il Parlamento e l’opinione pubblica russa? Il rischio è che l’allargamento della Nato incoraggi in Russia l’ascesa al potere di un nazionalista (Lebed?). Nonostante i dubbi dei partner europei, la Casa Bianca ha stretto i tempi: Clinton si era impegnato per l’allargamento della Nato durante la campagna elettorale, nella speranza di prendere i voti degli americani originari dell’Europa dell’Est. Una strategia migliore sarebbe forse stata quella basata su un rapido ingresso di Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria nell’Unione Europea.