Il Manifesto, 22/05/1997; Carlo Bastasin, Il Sole 24 ore, 24/05/1997., 22 maggio 1997
La decisione del governo tedesco (cioè del ministro delle Finanze Theo Weigel) di rivalutare le riserve d’oro della Bundesbank ha destato in Germania molte perplessità: « un’intromissione a piedi uniti nell’indipendenza della Banca»
La decisione del governo tedesco (cioè del ministro delle Finanze Theo Weigel) di rivalutare le riserve d’oro della Bundesbank ha destato in Germania molte perplessità: « un’intromissione a piedi uniti nell’indipendenza della Banca». I Bot tedeschi (che si chiamano Bund) hanno accusato sei sedute consecutive di ribasso e i primi dati segnalano un rialzo dell’inflazione. La rivalutazione delle riserve d’oro della Bundesbank non è strana in sè: tutte le banche centrali europee l’hanno già fatta. Il problema è che il governo si è poi impadronito della plusvalenza generata dalla rivalutazione e la Bundesbank, per soddisfare la richiesta, ha dovuto stampare moneta. La Banca centrale tedesca avrebbe preferito rivalutare l’oro l’anno prossimo, alla partenza dell’Unione monetaria, ma il governo aveva bisogno dei soldi ora. Il rapporto tra stock di debito e Pil tedesco, in virtù di questo stratagemma, scenderà dal 61,5 al 60,5 per cento, un valore vicinissimo al 60% richiesto dai parametri di Maastricht. Il dubbio è che la Bundesbank, visto come sono andate le cose, non abbia poi tanto potere e che il governo possa prendere decisioni in materia monetaria senza consultarla, come in questo caso. Il prevalere di Kohl sulla Banca ed il ricorso a questo ”trucco di bilancio” aumentano le possibilità d’ingresso dell’Italia nell’Unione monetaria, ma anche i dubbi dei tedeschi e le perplessità sull’effettiva solidità finanziaria dell’Unione stessa.