Marcello De Cecco, La Repubblica, 19/05/1997, 19 maggio 1997
La ruling class veneta ha quindi, negli ultimi due secoli, subito due crolli, il primo a causa di Napoleone, il secondo determinato dalle conseguenze di Tangentopoli
La ruling class veneta ha quindi, negli ultimi due secoli, subito due crolli, il primo a causa di Napoleone, il secondo determinato dalle conseguenze di Tangentopoli. La prima volta la guida del gregge fu ereditata da esperti pastori, prima austriaci e poi ecclesiastici. La seconda, per la parallela crisi di laicizzazione che ha investito tutta la società italiana e massimamente i luoghi dove la Chiesa era più forte, i successori alla guida del gregge non si sono ancora manifestati. Dovrebbero essere i nuovi protagonisti della società veneta, i piccoli e medi imprenditori. Ma osta a questa soluzione l’anarchia profonda e il ribellismo di questo ceto, che deriva direttamente dalla società contadina, per secoli martoriata dal serenissimo governo che sempre fu veneziano e mai veneto, sottoposta al controllo prima delle spie del Maggior Consiglio e dei brutali ”Cappelletti” (la polizia interna della Serenissima), poi dell’occhiuto governo austriaco, e sempre dell’onnipresente organizzazione ecclesiastica. I contadini del Ruzante hanno così imparato a tacere e ubbidire, ma anche a esprimere improvvise vampate di rivolta capaci di estrema crudeltà. Un popolo cui si è insegnato a dire «comandi» «comandi» come indirizzo di saluto non può non covare nel suo seno l’anarchia e il ribellismo, e soprattutto un enorme desiderio di rivalsa sociale.