Marcello De Cecco, La Repubblica, 19/05/1997, 19 maggio 1997
La ruling class siciliana, dopo lo splendido romanzo di Tomasi di Lampedusa e il memorabile film che Luchino Visconti ne trasse, è assurta a notorietà mondiale, grazie a due opere che ne celebrarono la dipartita storica
La ruling class siciliana, dopo lo splendido romanzo di Tomasi di Lampedusa e il memorabile film che Luchino Visconti ne trasse, è assurta a notorietà mondiale, grazie a due opere che ne celebrarono la dipartita storica. Il suo dominio era durato per mille anni. Fu sconfitto dalla vittoria di Garibaldi? Così pensa l’autore del Gattopardo, ma così non pensava Federigo de Roberto, per il quale la «razza dei Viceré» aveva mantenuto il potere tranquillamente, anche dopo l’Unità, esprimendo ancora una volta le capacità camaleontiche più che gattopardesche che le avevano permesso di restare padrona a casa propria per tanti secoli e sotto tante formali sovranità imposte dall’estero. Erano due paesi a eredità politica normanna, l’Inghilterra e la Sicilia, e le loro rispettive «Costituzioni dei baroni» furono scritte negli stessi anni, per gli stessi motivi, dagli stessi monaci normanni.