Marcello De Cecco, La Repubblica, 19/05/1997, 19 maggio 1997
Il controllo mafioso sul gregge siciliano lasciato orfano dai gattopardi fu in qualche misura ridotto dal Fascismo
Il controllo mafioso sul gregge siciliano lasciato orfano dai gattopardi fu in qualche misura ridotto dal Fascismo. Ma è bene ridimensionare anche questo mito, visto il benservito dato al prefetto Mori, quando cominciò a toccare gli intoccabili, e altri segni di resistenza, quali il fatto che negli anni Trenta a rappresentare gli industriali zolfari siciliani alla conferenza internazionale dello zolfo di Londra fu la solo apparentemente improbabile coppia costituita da Calogero Vizzini e Guido Jung, quest’ultimo ex ministro delle Finanze di Mussolini, finanziere assai noto a Londra e New York. Ma è certo che, anche se la mafia si chinò, come fa il giunco quando passa la piena, essa fu pronta a riprendersi il potere quando fu chiamata dagli americani nientemeno che a preparare la liberazione della Sicilia. E di nuovo, nel parlamento repubblicano, il blocco dei voti siciliani è stato indispensabile a tutte le maggioranze, e chi lo controllava ha saputo assai bene usarlo ai propri fini.