Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  maggio 20 Martedì calendario

La Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, cioè la Cariplo, doveva esser venduta (privatizzata) a un partner grande e forte

La Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, cioè la Cariplo, doveva esser venduta (privatizzata) a un partner grande e forte. C’erano due concorrenti: i laici della Comit, guidati da Enrico Cuccia, e i cattolici dell’Ambroveneto, protetti da Scalfaro, Prodi e dal governatore della Banca d’Italia Fazio. In America si sarebbe fatto così: attraverso due Offerte di Pubblico Acquisto in Borsa si sarebbe visto chi era disposto a pagare di più e a costui sarebbe andata la proprietà della banca. Il nuovo padrone avrebbe subito fatto partire le lettere di licenziamento per dirigenti, quadri ed impiegati in esubero e infine ci sarebbero state la ristrutturazione, la ricerca dell’efficienza e la raccolta dei risparmi. In America, insomma, avrebbe vinto la Comit di Cuccia. In Italia invece non basta che il compratore offra molto, bisogna anche che sia gradito ai venditori. Perciò, la Cariplo è andata all’Ambroveneto con la spiegazione che aveva con l’Ambroveneto un ”maggior grado di complementarietà”, cioè la matrice cattolica (l’Ambroveneto è figlio del Banco Ambrosiano che stava in mezzo agli affari di Calvi e monsignor Marcinkus). In ballo ci sono varie questioni: l’emergenza europea, la forza economica della Padania, la rivalità laici-cattolici, le privatizzazioni e il futuro di Mediobanca. Attualmente i primi cinque gruppi pubblici italiani (Sanpaolo, Cariplo, Banca di Roma, Bnl e Monte dei Paschi di Siena) hanno una raccolta complessiva di poco superiore a quella del numero uno tedesco, la Deustche Bank. Dipendenti della Deutsche Bank: 74 mila. Dei cinque italiani: 124 mila. Fondendosi con la Comit la Cariplo sarebbe stata la prima banca italiana in Italia, con un maggior potere internazionale. La fusione con Ambroveneto la colloca al secondo posto (preceduta dal Sanpaolo). Per Mediobanca è la seconda sconfitta in pochi giorni dopo quella subita nella trattativa con Marzotto. Il sospetto è che, ancora una volta, vi sia stato il timore di Cariplo di stringere un’alleanza con un partner troppo forte. In realtà molti studi condotti negli Stati Uniti sulle fusioni bancarie concludono che ad aver maggior successo sono quelle in cui è chiaro chi è l’acquirente e chi l’acquistato. Il problema è capire se tra Ambroveneto e Cariplo ci sarà una testa dotata di tutti i poteri per governare. Essendo la fusione proficua nel lungo periodo ma onerosa nell’immediato (si parla di non meno di 5 mila miliardi di aumento di capitale, che finiranno inevitabilmente col ridurre la redditività del titolo) dopo l’annuncio i titoli Ambroveneto hanno subito una notevole flessione.