Massimo Nava, Corriere della Sera, 23/05/1997; Luigi Grassia, La Stampa, 23/05/1997; Stefania Di Lellis, La Repubblica, 22/05/1997; Paolo Garimberti, Stefano Citati, Mario Tedeschini Lalli, Maurizio Ricci, La Repubblica, 24/05/1997; Marco Ventura, Il Gio, 23 maggio 1997
L’ambasciatore italiano a Tirana, Paolo Foresti, detto ”il proconsole”. 54 anni, una moglie e una figlia
L’ambasciatore italiano a Tirana, Paolo Foresti, detto ”il proconsole”. 54 anni, una moglie e una figlia. In Albania dal 1993, sospettato di amicizie disinvolte con il clan presidenziale, richiamato in Italia a causa di conversazioni telefoniche compromettenti con Tritan Shehu, presidente del partito democratico albanese e braccio destro di Berisha. Secondo le intercettazioni telefoniche pubblicate dall’ ”Indipendent”, un quotidiano anti-Berisha aperto una ventina di giorni fa da una cooperativa di giornalisti (settemila copie al giorno), Foresti, mentre ufficialmente lavorava - in linea col negoziatore europeo Vranitzky - all’accordo sulle prossime elezioni, pronto ad assumersene anche i meriti, sotto sotto tramava perché l’accordo saltasse. Passi salienti della conversazione spiata. Foresti a Shehu: «Vranitzy sta elaborando un pacchetto con i punti del possibile accordo. Certamente voi non lo firmerete, no?» ... «Ciò che suggerirei è che, se siete disposti a raggiungere l’accordo, vi prego di non farlo con Vranitzky. molto importante anche per Berisha, tu capisci che cosa vuol dire» ... «Mettiamo insieme alle richieste di osservatori anche altre che vi interessano di più, e io vi organizzo tutto». Shehu a Foresti: «Bene, lo rimandiamo (l’accordo, ndr), non vi preoccupate... Sì, sì li fregheremo tutti». Seguono le raccomandazioni di Foresti a far notare l’importante interessamento e ruolo dell’Italia. Tutto l’affaire mostrerebbe che: 1) Foresti voleva creare un meccanismo elettorale che comunque avrebbe ridato la vittoria all’attuale presidente Berisha (da sempre sostenuto dalla nostra ambasciata) e all’Italia il merito della mediazione; 2) Sali Berisha stesso, con l’aiuto di qualche socialista amico, avrebbe fatto spiare Shehu per toglierselo di mezzo e far posto a un nuovo braccio destro, Genc Pollo; 3) nello scoop dell’ ”Indipendent” ci sarebbe lo zampino dell’ambasciata americana, notoriamente ostile a Berisha (ne denunciò i brogli elettorali) e desiderosa di ridimensionare la presenza italiana sulla scena albanese per dare più spazio a Washington; 4) c’entrerebbero anche i servizi segreti greci, che, in collaborazione con i serbi, creerebbero apposta difficoltà all’Albania per espandervsi nel Kosovo e nel sud del paese. Altri sospetti su Foresti: avrebbe messo in piedi un mercato dei visti e agevolato alcuni imprenditori italiani su contratti, investimenti e finanziamenti. L’ ”Indipendent” ha inoltre detto di avere altre tre cassette (queste non saranno pubblicate) che rivelerebbero, oltre agli intrighi politici, trame amorose. L’ufficialità: Foresti nega tutto e dice che quelle conversazioni sono state manipolate; in Italia, sono contro di lui Achille Occhetto, presidente della Commissione Esteri della Camera, Rifondazione comunista e Verdi. A Tirana probabilmente lo sostituirà Manfredo Incisa di Camerana, 61 anni, attuale consigliere speciale di Jacques Diouf, segretario generale della Fao. Foresti, come previsto, andrà alla guida della rappresentanza italiana presso la Ueo, unico organismo europeo che si occupa di Difesa.