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 1997  maggio 08 Giovedì calendario

Il mercenario sembra rivivere quei momenti: «Ecco il suo racconto: i 13 italiani furono prelevati dalle truppe congolesi al posto di ristoro dei piloti in transito

Il mercenario sembra rivivere quei momenti: «Ecco il suo racconto: i 13 italiani furono prelevati dalle truppe congolesi al posto di ristoro dei piloti in transito. Erano insieme a un gruppo di neozelandesi, ma quelli erano troppo biondi e vennero lasciati in pace. I soldati cercavano qualcosa che assomigliasse a un suddito di Baldovino. I loro comandanti, fino a pochi mesi prima, erano stati sergenti nell’esercito belga. Partiti i colonizzatori, si erano autonominati colonnelli (o generali, come Mobutu) poi avevano dato sfogo al rancore covato per anni. I soldati uccisero subito due italiani e li gettarono nel pozzo, per scoraggiare ogni tipo di resistenza. Erano eccitati, incontrollabili». Antoine l’Hongrois, che nelle precedenti rievocazioni di battaglie sanguinose e biblici massacri aveva ostentato la freddezza del chirurgo, tradisce l’emozione: un leggero, impercettibile tremito alla bocca. «Gli undici superstiti vennero portati sulla piazza del mercato. Da una parte c’era la prigione, dall’altra la missione cattolica. Loro in mezzo, in fila, legati con il fil di ferro. Si era sparsa la notizia che c’era carne di bianco e anche da lontano erano venuti a vedere. A ucciderli non era un boia, ma un macellaio, con la mannaia. Il primo venne fatto a pezzi e la carne venduta, dieci franchi al chilo, il corrispondente di cento lire. Poi il secondo, che aveva visto cosa avevano fatto al primo, poi il terzo, che aveva assistito allo scempio dei primi due. La gente comprava. E gridava. Per gli ultimi due aviatori non si trovarono clienti. Così vennero affumicati». L’orrore non è terminato. Gli occhi del mercenario, sotto i Ray-Ban, si velano: «Il capo della polizia di Kindu, che aveva orchestrato il massacro, prese un braccio e si diresse, impugnando la mannaia, verso la missione. C’erano 15 preti, di cui due italiani. Posò il braccio sul tavolo massiccio della mensa all’aperto. Lo fece a fette con colpi secchi e ordinò a tutti i preti di ingoiare la carne. Attorno, la folla era in preda a frenesia. Le canne dei mitra urtavano la testa dei preti. I soldati urlavano a squarciagola».