Il Giorno, 28/05/1997; La Repubblica, 27/05/1997; Il Giornale, 27/05/1997, 28 maggio 1997
Il professor Alessandro Salvini, dell’università di Padova, ha detto che i giornali possono indurre al suicidio per un fenomeno imitativo (Emilio Fede ha spiegato al ”Corriere della Sera” che per questo nel suo notiziario non dà normalmente notizia di queste tragedie), ma ha escluso che si possa parlare di ”epidemia”: «Come non c’è una tipologia di quelli che vanno al cinema, così non c’è una tipologia di quelli che si suicidano
Il professor Alessandro Salvini, dell’università di Padova, ha detto che i giornali possono indurre al suicidio per un fenomeno imitativo (Emilio Fede ha spiegato al ”Corriere della Sera” che per questo nel suo notiziario non dà normalmente notizia di queste tragedie), ma ha escluso che si possa parlare di ”epidemia”: «Come non c’è una tipologia di quelli che vanno al cinema, così non c’è una tipologia di quelli che si suicidano. Siamo noi che abbiamo bisogno di trovare una spiegazione, un filo conduttore, una traccia comune ad un fenomeno che ci inquieta perché solo così, forse, ci fa meno paura». Lo psichiatra Piero Rocchini ha messo sotto accusa la società senza valori, Giuseppe Sermonti sul ”Tempo” ha scritto che forse un suicidio vuole affermare questo: «Ecco come io soffrivo e come voi non ve ne rendevate conto. Non ho voluto risolvere il mio dramma con un ”parliamone”. Ho chiuso e basta». In base ai dati resi noti dai giornali, ogni anno si tolgono la vita in Italia 4.300 persone. La media dei suicidi nelle grandi città è di uno e mezzo al giorno. [