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 1997  maggio 28 Mercoledì calendario

I Paesi che saranno fuori da questo giro si divideranno le briciole. Magari grasse, ma briciole. E lo Stato, che fa? Una cifra basterà per dare l’idea

I Paesi che saranno fuori da questo giro si divideranno le briciole. Magari grasse, ma briciole. E lo Stato, che fa? Una cifra basterà per dare l’idea. Il ministero dell’Università e della ricerca scientifica si accinge a distribuire tra tutti gli atenei italiani i fondi per il cofinanziamento dei programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale. Somma disponibile a tal fine: 150 miliardi (e meno male che il ministro è riuscito a ottenere un aumento: l’anno scorso erano 90). Le università, per poter utilizzare tali fondi, dovranno aggiungerne all’incirca altrettanti: fanno così 300. Aggiungiamoci ancora 200 miliardi per gli stipendi dei docenti e per altre spese generali che non sono contabilizzate in tali fondi. Si arriva in tal modo a un totale di 500 miliardi circa. Che è grosso modo quanto occorre per arrivare in un anno a una singola invenzione brevettabile e concorrenziale in una sola tecnologia di punta. Il confronto è ingeneroso, ma conviene farlo per avere un’idea della posizione in cui ci troviamo; i brevetti delle imprese transnazionali che si collocano ai vertici delle tecnologie del XXI secolo sono in complesso migliaia l’anno.