Valerio Riva, Il Giornale, 27/05/1997, 27 maggio 1997
Bobbio è nato a Torino alla fine del 1909. Io sono nato a Milano alla fine del 1929. Bobbio sta per compiere 88 anni
Bobbio è nato a Torino alla fine del 1909. Io sono nato a Milano alla fine del 1929. Bobbio sta per compiere 88 anni. Io sto per compierne 68. Ci sono dunque tra lui e me vent’anni esatti di differenza. E io ho letto la sua Autobiografia con la reverenza (e il timore) con cui ci si accosta (così sono stato educato) a una persona molto più anziana di noi. Dirò meglio: col cappello in mano. Non è, beninteso, l’unica differenza tra noi (che non ci siamo mai conosciuti): lui è un grande filosofo, un senatore a vita della Repubblica, insomma uno dei nostri patres; io non sono che uno scribacchino sulle gazzette. Ma non ho solo padri della Patria, io; ho anche, come tutti, un padre naturale. Mio padre, se fosse vivo, avrebbe dodici anni più di Bobbio. Ma è morto 25 anni fa, e io ne conservo un ricordo fatto di venerazione e gratitudine. Tutto quel che sono, moralmente e professionalmente, lo devo a lui. Non era ricco e non aveva antenati nobili come Bobbio; non aveva ville e possedimenti, come l’autore di questa Autobiografia. Era figlio di un artigiano, e aveva potuto fare gli studi universitari, a Genova, solo grazie a una borsa di studio ottenuta per essere stato, non ancora diciottenne, uno di quei «ragazzi» che avevano combattuto sul Carso, lui da semplice caporalmaggiore, la fase più sanguinosa della prima guerra mondiale. Una guerra che lui non aveva voluto: era socialista e dunque antinterventista. E socialista e antifascista rimase, testardamente, poi anche per il tutto il «ventennioª