Alberto Negri, Il Sole 24 ore, 25/05/1997; Toni Fontana, L’Unit, 25/05/1997, 25 maggio 1997
In Iran, intanto, è diventato presidente con un voto popolare a larghissima maggioranza Mohammad Khatami, un moderato amico degli Occidentali
In Iran, intanto, è diventato presidente con un voto popolare a larghissima maggioranza Mohammad Khatami, un moderato amico degli Occidentali. In Iran è in corso una sorta di guerra economica tra capitalismo americano e capitalismo anglo-olandese (e francese). Cacciate le compagnie petrolifere statunitensi, i pozzi di Sirri-A-Sirri sono sfruttati dai francesi della Total, mentre altri contratti sono in mano agli anglo-olandesi della Royal Dutch Shell. L’Iran è il quarto produttore mondiale di greggio (il secondo dell’Opec), a un ritmo di 3,6 milioni di barili al giorno. Ha un esercito di 513 mila uomini (più 120.000 pasdaran) e un debito estero di 22 miliardi di dollari, le cui rate però sta pagando puntualmente. L’economia (dati della Banca Mondiale e dell’Fmi) è in ripresa: inflazione al 25% (dal 50%), crescita del Pil prevista per quest’anno del 3%. L’aumento del prezzo del petrolio ha fatto affluire nelle casse dello Stato tre miliardi di dollari in più rispetto alle previsioni.