Guido Rampoldi, La Repubblica, 26/05/1997, 26 maggio 1997
Skhirat (Marocco) - L’ultima tana del dittatore in fuga è un hotel di terza categoria perso nel vuoto d’una spiaggia marocchina, solitario, bianco, remoto
Skhirat (Marocco) - L’ultima tana del dittatore in fuga è un hotel di terza categoria perso nel vuoto d’una spiaggia marocchina, solitario, bianco, remoto. Mobutu è arrivato quaggiù sabato, dall’aeroporto di Rabat, con un corteo di limousine e i resti della sua corte: medici, due guardaspalle con ghigni d’antropofagi, figli con i telefonini, ciambellani, domestici, nipoti; e un indovino. L’indovino e i telefonini raccolgono solo presagi negativi, pare che nessuno voglia più tra i piedi Mobutu, al momento neppure i vecchi protettori, i francesi. S’è degnato d’ospitarlo solo il re del Marocco, un altro amico d’antica data, ma quasi vergognandosene. Così l’ha nascosto in questo albergo dove d’estate circolano pensionati in canottiera, su questo lungomare ignorato dalle guide, su questa spiaggia atlantica, detrito tra i detriti che le onde hanno scaraventato sulla sabbia grigia, plastiche, legni, cordame, rimasugli di storie concluse.