Guido Rampoldi, La Repubblica, 26/05/1997, 26 maggio 1997
L’albergo si chiama Amphitrite. Se cerchi di arrivarci da Rabat la polizia ti ferma cinquecento metri prima, tra una caserma e un bananeto
L’albergo si chiama Amphitrite. Se cerchi di arrivarci da Rabat la polizia ti ferma cinquecento metri prima, tra una caserma e un bananeto. Se telefoni e sei fortunato puoi scambiare due parole con il giornalista free-lance Tocotò Kabila, uno del clan accorso da Parigi; ma in genere la centralinista ti lascia ascoltare molto Beethoven, la Nona, e poi chiude la linea. Neppure il Marocco vuole grane. Fino a ieri era l’alleato storico del dittatore congolese, ma poiché questi è caduto e Rabat vuole ricostruire buoni rapporti in Africa centrale, Mobutu è un ospite indesiderato. La sua visita è «temporanea e strettamente privata», annuncia i1 governo marocchino intimandogli tra le righe di starsene zitto e di traslocare presto. Tempo due o tre settimane, pronosticano a Rabat i giornalisti occidentali, e sarà messo alla porta.