Guido Rampoldi, La Repubblica, 26/05/1997, 26 maggio 1997
Quale sarà la definitiva terra d’esilio? La Francia, dicono i giornalisti marocchini. Dopotutto Mobutu è stato a lungo uno strumento della grandeur francese in Africa con Giscard, Mitterrand e Chirac, e sa troppo perché sia prudente lasciarlo in giro per il mondo
Quale sarà la definitiva terra d’esilio? La Francia, dicono i giornalisti marocchini. Dopotutto Mobutu è stato a lungo uno strumento della grandeur francese in Africa con Giscard, Mitterrand e Chirac, e sa troppo perché sia prudente lasciarlo in giro per il mondo. Ha una casa parigina in Avenue Foch, a due passi dal pellettiere che gli confeziona i cappellini in leopardo, ma sembra una sistemazione sconsigliata. Se la Francia vuole salvare un suo cantuccio in Africa centrale, ormai passata nelle mani degli anglofoni e filoamericani, non può permettersi un Mobutu a passeggio nel centro di Parigi, leopardato e col bastone da Maresciallo. Più accettabile un Mobutu agonizzante nella sua amata villa di Cap Martin, in Costa Azzurra. Ma laggiù minacciano dimostrazioni di protesta, trovano insopportabili persino i mobutini, quei bambini di 7-8 anni che, confida un abitante al ”Financial Times”, «hanno in tasca l’equivalente del mio stipendio e comprano tutto», con grave offesa all’orgoglio del salariato bianco.