Alessio Altichieri, Corriere della Sera, 31/05/1997, 31 maggio 1997
Ecco perché, forse, conviene chiudere il caso prima ancora d’aprirlo. La shari’a è dura, ma il fratello australiano è più duro della shari’a
Ecco perché, forse, conviene chiudere il caso prima ancora d’aprirlo. La shari’a è dura, ma il fratello australiano è più duro della shari’a. Il delitto c’è stato, ma il movente è negato da tutti. La confessione è firmata, ma è così dubbia che l’ambasciatore saudita a Londra, Ghazi al-Ghosaibi, pur negando le violenze dei poliziotti, garantisce che sarà valida solo un’ammissione di colpa dichiarata liberamente al processo. In più, c’è il rischio che la giustizia della shari’a provochi, anziché la «giusta soluzione», una crisi diplomatica: due giorni fa in Arabia è stato giustiziato un pachistano, che è il decapitato numero 42 di quest’anno, e Islamabad non ha protestato. Ma Londra, per le infermiere inglesi, non potrebbe certo tacere.