Luisa Grion, La Repubblica, 28/05/1997; Luigi Spezia, La Repubblica, 25/05/1997., 28 maggio 1997
Modo con cui gli statali potrebbero andare in pensione subito, senza cioé presentare domanda al ministero con il rischio di vedersela respingere: non andare in ufficio per quindici giorni e farsi licenziare, così come previsto dal testo unico per il pubblico impiego (assenze non giustificate da certificato medico)
Modo con cui gli statali potrebbero andare in pensione subito, senza cioé presentare domanda al ministero con il rischio di vedersela respingere: non andare in ufficio per quindici giorni e farsi licenziare, così come previsto dal testo unico per il pubblico impiego (assenze non giustificate da certificato medico). Il dipendente, se ha maturato il diritto alla pensione, in questo caso la riceve. Trucco particolarmente conveniente per magistrati, prefetti, militari, professori universitari e diplomatici che, non essendo contrattualizzati, non subirebbero alcun decurtamento della liquidazione (per gli altri ci sarebbe invece una penalità). Caso di Giuseppe Chicco, 50 anni, magistrato di Taranto, che per andare in pensione ha lasciato a metà la sentenza sulla strage di Casalecchio di Reno (dodici studenti uccisi da un aereo militare precipitato sull’Istituto Salvemini nel dicembre del ’90) creando un ritardo nel deposito delle motivazioni della sentenza d’appello con conseguente rischio che i ricorsi delle parti civili non arrivino in tempo alla Cassazione (in questo caso il reato di omicidio colposo plurimo contestato a tre militari dell’Aeronautica cadrebbe per decorrenza dei termini). Giuseppe Chicco ha spiegato di essere andato in pensione «seguendo un sistema che tanti giudici hanno adottato in questo periodo».