Felice Cavallaro, Corriere della Sera, 07/06/1997; Francesco La Licata, Antonio Ravid, La Stampa, 07/06/1997; Saverio Lodato, L’Unit, 07/06/1997; Lucio Galluzzo, Il Messaggero, 07/06/1997; Giuseppe D’Avanzo, La Repubblica, 07/06/1997; Luigi Ferrarella, , 7 giugno 1997
Ma Pitrinu era signurinu o no? «Lo era. Si pensava che fosse in Sudamerica, tra Brasile e Venezuela, impegnato a riorganizzare il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio di denaro in quei paesi, oppure in crociera nel Mediterraneo a bordo della nave ”Costa Romantica”, a Marsiglia impegnato in un summit con Totuccio Contorno
Ma Pitrinu era signurinu o no? «Lo era. Si pensava che fosse in Sudamerica, tra Brasile e Venezuela, impegnato a riorganizzare il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio di denaro in quei paesi, oppure in crociera nel Mediterraneo a bordo della nave ”Costa Romantica”, a Marsiglia impegnato in un summit con Totuccio Contorno. Pitrinu ’u signurinu . Invece stava in questo casolare...» Un casolare abbandonato? «Era un magazzino per essiccare agrumi. A Fondo Marino, fra Bagheria e Ficarazzi, nella cintura di Palermo». Si sarebbe detto un uomo in crisi. «Forse. Dentro c’era un piccolo altare con una immagine della Madonna, statue e santini, delle panche, l’angolo per il raccoglimento, delle brandine». Passava il tempo costruendo modellini di navi. «Sì. E leggendo John Powell, Perché ho paura di amare, Edith Stein, Introduzione al pensiero filosofico, poi il Vangelo, la Bibbia, Kierkegaard».