Felice Cavallaro, Corriere della Sera, 07/06/1997; Francesco La Licata, Antonio Ravid, La Stampa, 07/06/1997; Saverio Lodato, L’Unit, 07/06/1997; Lucio Galluzzo, Il Messaggero, 07/06/1997; Giuseppe D’Avanzo, La Repubblica, 07/06/1997; Luigi Ferrarella, , 7 giugno 1997
Di che cosa lo accusano? «Ha ammazzato Giovanni Bontade e la moglie Francesca Citarda, Benedetto Grado, che aveva 80 anni, ha strangolato Girolamo Teresi, Giuseppe Di Franco, Angelo e Salvatore Federico, i cui cadaveri sciolse nell’acido, il giudice di Cassazione Antonio Scopelliti, Salvo Lima, Borsellino
Di che cosa lo accusano? «Ha ammazzato Giovanni Bontade e la moglie Francesca Citarda, Benedetto Grado, che aveva 80 anni, ha strangolato Girolamo Teresi, Giuseppe Di Franco, Angelo e Salvatore Federico, i cui cadaveri sciolse nell’acido, il giudice di Cassazione Antonio Scopelliti, Salvo Lima, Borsellino...» Falcone? «Entrerebbe in qualche modo nell’attentato. Nel ’93 fece il suo più grande affare: ad Aruba, un’isola del mare dei Caraibi, i suoi emissari siglarono un patto di ferro con i colombiani, per il traffico di droga. In pratica si scambiarono i mercati, con la mafia russa d’accordo...» Che ci guadagnava la mafia russa? «Riciclava il denaro sporco al posto delle banche svizzere» Chi lo ha fatto arrestare? «Non si sa. Forse Brusca». Erano nemici? «Nemici, sì. Nel 1994 Salvatore Barbagallo ha parlato di due schieramenti interni a Cosa Nostra: uno fa capo a Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Antonino Giuffré e Mariano Tullio Troia, l’altro a Pietro Aglieri. Tra il novembre del ’94 e la primavera del ’95 ci furono decine di morti fra Palermo, Villabate ed altri centri della provincia. Tra i morti Francesco Montalto, boss di Villabate, cane fedele di Totò Riina».