Massimo Lugli, Il Venerdi, 14/02/1997; Enrico Deaglio, Diario 22/01/1997, 14 febbraio 1997
Caselli dice che non s’è mosso su indicazione di Brusca. Dice che l’arresto è stato il frutto di indagini
Caselli dice che non s’è mosso su indicazione di Brusca. Dice che l’arresto è stato il frutto di indagini. «Potrebbe essere. Esiste un GIIRL, fondato nel 1993, specializzato nella caccia ai grandi latitanti. Si riuniscono ogni due mesi in una stanza di un palazzo di via dell’Arte, a Roma, dove ha sede la Criminalpol. Da ogni incontro esce un elenco di trenta nomi, il ”who’s who” dei super ricercati italiani, noto come ”programma speciale”. Per ognuno di questi il GIIRL redige una scheda informativa, il più possibile aggiornata, che viene immessa nei computer. Ogni anno, poi, il Gruppo Interforze pubblica un libretto blu con la lista dei 500 latitanti più pericolosi. Questa lista viene spedita a tutti gli uffici di polizia del paese. Ne fanno parte coloro che: a) hanno da scontare una condanna a una pena superiore a vent’anni di carcere; b) sono ricercati per reati di strage o omicidio; c) sono ricercati per il ”416 bis”, cioè associazione per delinquere di stampo mafioso». Perché questi grandi boss non scappano all’estero? « molto più difficile snidarli nel loro territorio. Da una parte devono controllare la loro zona d’influenza, dall’altra è lì che trovano una rete di omertà che li protegge meglio di qualunque documento falso». Non si fanno neanche la plastica facciale. « vero. In genere i ricercati si limitano a tagliare i capelli, ad allungarli o a cambiarne il colore. Al limite si fanno crescere la barba. Del resto, quattro anni fa, ai tempi dell’arresto di Totò Riina, sparito da 23 anni, si scoprì che il computer della Dea che avrebbe dovuto ricostruirne le fattezze aveva sbagliato tutto».