Massimo Lugli, Il VenerdÏ, 14/02/1997;La Stampa, 06/07/1997, 14 febbraio 1997
Quanto costa la latitanza? «Un milione al giorno circa. La cifra include: documenti fasulli, complicità, noleggio o acquisto di un’auto, affitto di un appartamento senza contratto e senza lasciare traccia
Quanto costa la latitanza? «Un milione al giorno circa. La cifra include: documenti fasulli, complicità, noleggio o acquisto di un’auto, affitto di un appartamento senza contratto e senza lasciare traccia. Il ricercato deve pagare sempre e comunque in contanti. Leoluca Bagarella durante i quattro anni e mezzo di latitanza lavorò come rappresentante di una ditta di formaggi. Il modus vivendi ottimale è quello dell’ ”understatement”, abbigliamento dimesso, quartiere popolare, macchina comune un po’ scalcinata (e comunque, come insegnavano i manualetti delle Br, la cosa migliore è prendere l’autobus). Mai portare armi se non in caso di estrema necessità. Il problema più grande è quello dei documenti. Per chi cerca un lavoro di classe, un passaporto non costa meno di un milione, una patente costa sulle 500 mila lire, una carta d’identità 200-300 mila lire. Molto dipende comunque da chi è il ricercato e dal perché sta scappando. La logica è, ovviamente: più rischio, più soldi. I veri virtuosi sono i camorristi che, in passato (grazie ai buoni agganci in comune), son riusciti addirittura a trasmettere falsi input all’anagrafe. In questo modo una persona inesistente ottiene un passaporto vero, perfettamente valido. Un’altra possibilità è quella di creare un clone del latitante, meglio se è una persona della stessa età e somigliante. Questo escamotage costa sui dieci milioni.