Dario Venegoni, L’Unit, 02/04/1997, 2 aprile 1997
Inutile discutere su questa base. Il signor Bulgheroni forse non lo sa, ma è il campione di una razza in estinzione, quella della ”Borsa-fai-da-te”
Inutile discutere su questa base. Il signor Bulgheroni forse non lo sa, ma è il campione di una razza in estinzione, quella della ”Borsa-fai-da-te”. Nell’era della professionalizzazione spinta, e dei computer che seguono i mercati 24 ore su 24, il gioco di Borsa non ha più senso. Il gusto dell’azzardo può indirizzarsi al massimo su un rischio diciamo così di ”secondo livello”. Come quello che ha investito nelle settimane scorse la Gesticredit, la società di gestione dei fondi del Credito Italiano, che ha proposto due nuovi prodotti contemporaneamente: un fondo obbligazionario italiano, denominato ”Cedole”, e un fondo ad alto rischio, denominato ”Mercati emergenti”, specializzato negli investimenti in Argentina, Botswana, Brasile, Bulgaria, Repubblica Ceca, Cile, Cina, Colombia, Corea del Sud, Croazia, Ecuador, Filippine e via elencando, fino all’Ungheria e il Venezuela. I piani del Credit prevedevano di vendere 8 ”Cedole” ogni 2 ”Mercati emergenti”. E invece, almeno nelle prime settimane, il fondo che investe nel Botswana ha conteso il primato al ”fratello”. Chi ha fatto la scelta del rischio stavolta non ha sbagliato: dopo il primo mese di vita la quota del fondo ”a rischio” (emessa a 10.000 lire) valeva circa 10.300 lire. Quella del fondo ”sicuro” era sotto il nominale, attorno alle 9.970 lire. Decisamente la sicurezza non è di questo mondo.