Alessandra Carini, La Repubblica, 02/06/1997, 2 giugno 1997
Chi ricorda il famoso Comma 22, film sulle follie del sistema militare? «Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo
Chi ricorda il famoso Comma 22, film sulle follie del sistema militare? «Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo. Ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è un pazzo». Dunque devi volare ed andare incontro alla morte. Qualcosa di simile potrebbe essere applicata al nostro sistema fiscale attuale, caduto nel paradosso del cane che si morde la coda. Il peso delle tasse su coloro che non evadono è ormai ai limiti del sopportabile. Solo un filo tiene ancora viva la legalità: il fatto che il lavoro dipendente ha delle garanzie e che una parte consistente del carico fiscale non viene percepito, passando direttamente dalle casse delle aziende a quelle del fisco. Si dovrebbe ridurre questo peso andando a pescare gli evasori. Ma il lavoro autonomo non può evitare l’evasione, se è vero, come mostrano le elaborazioni, che se si dovessero pagare tutte le imposte ogni cento lire di reddito quasi 70 finirebbero nelle casse dell’erario. «Se sei pazzo puoi chiedere di essere esentato dalle imposte ma se chiedi di essere esentato dalle imposte non sei pazzo». Forse è per questo che l’Italia dell’evasione fiscale e dell’economia sommersa è più che mai unita. Industria e commercio sottraggono al fisco circa 150 mila miliardi all’anno di reddito prodotto in quote assolute più o meno uguali: 49 mila miliardi il Nord, 48 mila il Centro, 58 mila il Sud. Ma nel Mezzogiorno l’economia in nero ha in proporzione le dimensioni di una vera e propria piaga sociale. Oltre la metà del reddito prodotto, con punte del 70 per cento in alcune Regioni, sfugge al fisco, contro una media nazionale che sfiora il 30 per cento. L’ economia regolare, quella che emerge, è dunque in queste zone solo la punta di un iceberg, i danni per il fisco sono evidenti.