Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  giugno 02 Lunedì calendario

3) Evasori e tartassati. Va da sé che essendo la pressione fiscale italiana più o meno simile a quella degli altri paesi, ma il peso del sommerso molto più vasto, chi paga è proporzionalmente più tartassato che altrove

3) Evasori e tartassati. Va da sé che essendo la pressione fiscale italiana più o meno simile a quella degli altri paesi, ma il peso del sommerso molto più vasto, chi paga è proporzionalmente più tartassato che altrove. Ma il sistema italiano costruito in anni di leggi e compromessi, sembra avere raggiunto una sorta di patto ad evadere. Il lavoro dipendente paga tutto, ma parte del carico ricade, di fatto, sulle imprese. Si sconta che il lavoro autonomo evada e quindi si sono moltiplicate su di esso tasse ed imposte soprattutto sui livelli più modesti, dato che ad alti livelli contribuenti non ce ne sono. Ma se quelle imposte dovessero essere effettivamente pagate nessuno potrebbe sopravvivere né avrebbe convenienza ad avviare un’attività economica o, nel caso del professionista, a guadagnare un reddito. All’opposto a questi livelli di imposizione a nessuno conviene emergere. Nel Mezzogiorno l’economia reagisce a questa situazione rifugiandosi nel nero e sommergendosi sempre di più e sottraendo così pezzi di reddito sempre più vasti. Nel Nord se qualcuno viene chiamato a pagare si reagisce ovviamente con la protesta di piazza.