Alessandra Carini, La Repubblica, 02/06/1997, 2 giugno 1997
3) Evasori e tartassati. Va da sé che essendo la pressione fiscale italiana più o meno simile a quella degli altri paesi, ma il peso del sommerso molto più vasto, chi paga è proporzionalmente più tartassato che altrove
3) Evasori e tartassati. Va da sé che essendo la pressione fiscale italiana più o meno simile a quella degli altri paesi, ma il peso del sommerso molto più vasto, chi paga è proporzionalmente più tartassato che altrove. Ma il sistema italiano costruito in anni di leggi e compromessi, sembra avere raggiunto una sorta di patto ad evadere. Il lavoro dipendente paga tutto, ma parte del carico ricade, di fatto, sulle imprese. Si sconta che il lavoro autonomo evada e quindi si sono moltiplicate su di esso tasse ed imposte soprattutto sui livelli più modesti, dato che ad alti livelli contribuenti non ce ne sono. Ma se quelle imposte dovessero essere effettivamente pagate nessuno potrebbe sopravvivere né avrebbe convenienza ad avviare un’attività economica o, nel caso del professionista, a guadagnare un reddito. All’opposto a questi livelli di imposizione a nessuno conviene emergere. Nel Mezzogiorno l’economia reagisce a questa situazione rifugiandosi nel nero e sommergendosi sempre di più e sottraendo così pezzi di reddito sempre più vasti. Nel Nord se qualcuno viene chiamato a pagare si reagisce ovviamente con la protesta di piazza.