Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  maggio 25 Domenica calendario

Il secessionismo è uscito allo scoperto a Venezia. Lo aveva previsto? «In tre Consigli dei ministri dell’agosto 1995, quando ero Guardasigilli, denunciai i proclami secessionisti di Bossi

Il secessionismo è uscito allo scoperto a Venezia. Lo aveva previsto? «In tre Consigli dei ministri dell’agosto 1995, quando ero Guardasigilli, denunciai i proclami secessionisti di Bossi. Dissi che per contrastarli il governo doveva dire una parola ferma in favore dell’Unità». E invece? «La prima volta, il presidente del Consiglio Dini rispose: ”Bossi è una macchietta. Lascia stare”. Replicai che una presa di posizione ci voleva e che ne avrei riparlato. ”D’accordo”, si arrese Dini. Aggiunsi: ”Voglio che la mia richiesta sia verbalizzata”». Poi? «Riproposi la questione altre due volte. Ma Dini si irrigidì. Disse: ”La Lega sostiene la maggioranza. Il governo non farà niente. Metterò il segreto sul verbale con la tua richiesta”. Un voltafaccia, dopo il colloquio di Dini al Quirinale. Scalfaro gli aveva detto: ”La Lega non si tocca. Silenzio assoluto sulla faccenda” ». Perché? «Si voleva blandire la Lega per due ragioni: per ancorarla alla maggioranza e perché votasse la sfiducia contro di me, richiesta dal Pds per rappresaglia contro le mie ispezioni alle Procure di Milano e Palermo. Per questi ignobili motivi, i due favorirono il secessionismo leghista». (Filippo Mancuso a Giancarlo Perna)