Gian Luigi Paracchini, Corriere della Sera, 07/06/1997; Paolo Colonello, La Stampa, 05/06/1997; Gianluigi Nuzzi, il Giornale, 05/06/1997; Il Giorno, 06/06/1997; Fabio Poletti, La Stampa, 06/06/1997; Roberto Leone, La Repubblica, 05/06/1997; Gianluigi Nu, 7 giugno 1997
In dieci anni di truffe, il professor Giuseppe Poggi Longostrevi ha guadagnato 60-70 miliardi. Perché dunque non è fuggito quando ha capito che stavano per smascherarlo? Egli lo ha capito di certo: pochi mesi fa intestò il 95 per cento delle quote del suo Centro di Medicina Nucleare (CMN) all’amico Giuseppe Ballarin, in gennaio-febbraio andò dal neuropsichiatra Invernizzi a farsi rilasciare un certificato d’infermità mentale, spiegandogli che avrebbe potuto servirgli in caso d’arresto
In dieci anni di truffe, il professor Giuseppe Poggi Longostrevi ha guadagnato 60-70 miliardi. Perché dunque non è fuggito quando ha capito che stavano per smascherarlo? Egli lo ha capito di certo: pochi mesi fa intestò il 95 per cento delle quote del suo Centro di Medicina Nucleare (CMN) all’amico Giuseppe Ballarin, in gennaio-febbraio andò dal neuropsichiatra Invernizzi a farsi rilasciare un certificato d’infermità mentale, spiegandogli che avrebbe potuto servirgli in caso d’arresto. Gli disse anche d’aver comprato del cianuro, notizia che ha ripetuto ai vari deputati che venerdì scorso sono andati a fargli visita: «La vita è come un orologio. Poi ci sono gli orologiai che, girando una sola vite, possono bloccare tutto il meccanismo. Per questo tengo nella mia libreria del cianuro...». Il professore lavora per l’infermità mentale: sempre ai deputati ha raccontato che ogni mattina andava a farsi l’elettroshock per vincere la depressione. La truffa era semplicissima: i laboratori del professor Longostrevi fingevano di effettuare analisi che poi non effettuavano. E si facevano dare per questo rimborsi dalla Regione Lombardia. I medici coinvolti nell’inchiesta sono 370, 320 specialisti e 50 medici di base. Delle due-trecentomila lire di ogni rimborso, 50-70 mila andavano ai medici che firmavano le impegnative fasulle, il resto al professore. Longostrevi, per evitare di pagare questi dottori compiacenti che gli costavano una trentina di milioni al mese, si stampava da sè le impegnative, sotto le quali falsificava le firme dei dottori. Ad una donna risultano intestati ben 83 tipi di ricerche in 4 giorni, un’anziana risulta essere stata sottoposta a 22 esami in un solo giorno mentre una scintigrafia sarebbe stata effettuata ad una donna da tempo deceduta.