Giorgio Calcagno, La Stampa, 06/06/1996, 6 giugno 1996
Ma ha potuto dare una impronta quasi scientifica alla sua ricerca dal 1987 quando, dopo varie esperienze (è stato per otto anni funzionario del Pci) si è messo al volante di un taxi
Ma ha potuto dare una impronta quasi scientifica alla sua ricerca dal 1987 quando, dopo varie esperienze (è stato per otto anni funzionario del Pci) si è messo al volante di un taxi.« un mestiere che dà una mobilità straordinaria. Io porto un cliente, e mi faccio quattro o cinque bidoni. Mi pagano, per andarli a vedere. Perché quello è il mio vero lavoro». Un lavoro delicato, spiega, che chiede perizia, competenza, soprattutto dedizione. Per compierlo si è creato uno strumento apposta, una specie di rampone che fiocina il libro nel mare del pattume, e lo tira su come un pesce all’amo. Ci sono alcune regole, da rispettare. Mai cercare nei bidoni intorno a casa, dove potrebbero essere finiti documenti dei vicini. « etica professionale», dice. Mai lasciare l’immondizia buona dopo averla scoperta. «Se torni dieci minuti dopo, non la trovi più». Sa i luoghi migliori (i quartieri dei ceti medi) e quelli da fuggire (le strade dei poveri e quelle dei ”ricchi”, che non buttano niente). «Ormai conosco i segni», dice, «intuisco i sacchetti dove ci sono i libri», e va a colpo sicuro.