Giorgio Calcagno, La Stampa, 06/06/1996, 6 giugno 1996
Maigret della rumenta, ricostruisce dagli indizi intorno alla sua preda, la figura dei proprietari. Il Mahabarata tradotto in ottava rima per l’Accademia d’ltalia nel 1933 apparteneva, quasi sicuramente, a un prete, cappellano nella seconda guerra mondiale
Maigret della rumenta, ricostruisce dagli indizi intorno alla sua preda, la figura dei proprietari. Il Mahabarata tradotto in ottava rima per l’Accademia d’ltalia nel 1933 apparteneva, quasi sicuramente, a un prete, cappellano nella seconda guerra mondiale. La rarissima penna Patek Philippe in argento, tirata su dentro una borsa da viaggio, a una donna dentista, che ha girato il mondo, bionda («c’era il trucco sull’azzurro»). Il catalogo di oggetti massonici 1912-13, con il timbro dell’Istituto mazziniano, era stato preso a prestito da un famoso avvocato, che morì prima di restituirlo. Provvederà ora lui. «Molti libri vengono buttati via quando qualcuno in casa viene a mancare. C’è sempre, nelle famiglie, prima o poi un discendente ignorante». Piero Corti ha trovato nei cassonetti una edizione del rapporto Warren, in inglese; una copia del dramma 8 settembre di Squarzina, con un fascio di articoli sul generale Castellano, raccolti chiaramente dai familiari; e, pochi giorni fa, un rapporto dattiloscritto sull’affondamento dell’Andrea Doria, «impressione del 1° Ufficiale di macchina, Pazzaglia Luigi», inviato dopo la tragedia a un suo superiore. Da qualche tempo si moltiplicano i testi del marxismo. «Hanno cominciato a buttarli nel 1992. Ci hanno messo tre anni per elaborare il lutto». Il tassista pesca tutto, dai libri di storia ai testi universitari di chimica e di medicina. «A me manca una base di studi. Mi sono preparato 150 anni di letture».